INSUFFICIENZA OVARICA PRECOCE

Nei casi di insufficienza ovarica precoce, le ovaie interrompono il loro funzionamento prima del 40° anno di età di una donna, in contrasto con la normale menopausa che avviene di solito intorno al 51° anno. Bisognerà tenere conto che l’Insufficienza Ovarica Precoce presenta una predisposizione ereditaria quindi una donna dovrà informarsi all’interno del suo ambito familiare (madre, nonna ecc.) sull’età di inizio della menopausa.

Le donne nascono con 1.000.000 di ovuli. Già dal momento della nascita comincia il consumo degli ovuli ad un ritmo che è stabilito da un gene del cromosoma X. Al primo manifestarsi del ciclo mestruale (menarca), il numero di ovuli è già ridotto a circa 400.000- 450.000.

Oltre il 20% di questi ovuli presenta anomalie cromosomiche e ogni mese sono consumati 600-1200 ovuli. L’organismo consuma per primi gli ovuli di buona qualità perché questi rispondono facilmente agli ormoni, mentre gli ovuli di media e bassa qualità restano per la fine dell’età riproduttiva della donna. Gli ovuli rimasti, inoltre, subiscono anche tutte le conseguenze negative delle condizioni ambientali e di vita (fumo, radiazioni, ecc.)

Ma questa non è una novità, è infatti risaputo che le donne incinte dopo i 35 anni di età devono seguire un esame prenatale approfondito a causa delle maggiori possibilità esistenti di avere bambini con la sindrome Down o con altre anomalie cromosomiche.

Certo, l’età dei 35 anni non è necessariamente limite invalicabile per tutte le donne, si tratta solo di una media matematica. E questo significa che le riduzioni rilevanti possono presentarsi in alcune donne prima del 35° anno di età e per altre donne dopo quest’età.

In caso di insufficienza ovarica precoce, la donna non ha più ovuli per poter concepire naturalmente, ma neanche con la fecondazione assistita. Inoltre, deve affrontare anche  problemi più generali della propria salute a causa della riduzione di estrogeni. Questi problemi sono l’osteoporosi, le vampate di calore, la diminuzione del desiderio sessuale, le insonnie e altri sintomi ancora diversi da donna a donna.

L’insufficienza ovarica precoce può dipendere da fattori naturali (ereditarietà, sindromi)  o può essere il risultato di un intervento chirurgico (asportazione delle ovaie per tumore, radioterapia, chemioterapia) o una malattia autoimmune (lupus eritematoso sistemico).

La diagnosi tempestiva e la terapia sostitutiva ormonale sono molto importanti per evitare alcune conseguenze come per esempio l’osteoporosi.

La diagnosi dell’insufficienza ovarica o più correttamente la valutazione della riserva ovarica può essere fatta con una combinazione di controlli ecografici e con il controllo dell’ormone anti-mulleriano (Anti-Mullerian Hormone: ΑΜΗ) nel sangue (tramite semplice prelievo ematico).

I controlli sulla donatrice sono completi, così come previsto dalla legislazione in Grecia. I controlli sono gli stessi che si effettuano in tutti i paesi occidentali e comprendono anche la valutazione psicologica.

Fortunatamente, oggi esiste una soluzione per la diagnosi dell’insufficienza ovarica precoce grazie alla donazione di ovuli da parte di una donatrice anonima. In questo modo, con la procedura della fecondazione assistita e della ovodonazione, una donna può rimanere incinta e dare vita

ai propri bambini.

L'ovodonazione è controllato da un quadro legislativo completo che lo rende obbligatoriamente anonimo. Questo significa che né la donatrice viene mai a sapere a quale coppia sono stati donati i suoi ovuli, né la coppia che li riceve (o il bambino che ne nasce) può mai scoprire l’identità della donatrice.